Chirurgia Andrologica e Sessuologia

Chirurgia Andrologica Urologo d'eccellenza a Milano

La falloplastica e l’aumento di dimensioni del pene

Quando farla, e che risultati aspettarsi?
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La falloplastica rappresenta l'ultima frontiera della Chirurgia Andrologica per l'aumento delle dimensioni del pene, una procedura che ha suscitato un interesse crescente negli ultimi decenni, ma che rimane ancora avvolta da miti, aspettative irrealistiche e purtroppo anche da un marketing aggressivo che spesso inganna i pazienti.

È fondamentale chiarire immediatamente una verità scomoda: la falloplastica non è la soluzione miracolosa che molti uomini sperano di trovare per risolvere le proprie insicurezze riguardo alle dimensioni del pene.

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Questa procedura chirurgica complessa e delicata deve essere riservata esclusivamente a casi clinici specifici e mai utilizzata come risposta a problematiche di natura puramente psicologica come la dismorfofobia peniena.

La realtà è che troppi uomini con peni di dimensioni perfettamente normali si sottopongono a interventi che non solo sono inutili, ma possono anche comportare rischi significativi e risultati spesso deludenti rispetto alle aspettative irrealistiche che la società moderna ha instillato nelle loro menti.

Per confutare dubbi e sfatare leggende metropolitane, che spesso sono date più dal sensazionalismo che dall’ignoranza, leggi questa pagina, scritta dal dott. Massimo Capone, Chirurgo Andrologo.

Cosa si intende esattamente per falloplastica?

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La falloplastica è un intervento di Chirurgia Plastica Genitale che comprende diverse procedure chirurgiche finalizzate alla costruzione, ricostruzione o modificazione del pene.

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il pene umano ha dimensioni medie che vanno dai 13 ai 16cm in erezione, compatibili con la penetrazione vaginale e la lunghezza media del canale vaginale

Prendendo atto di tale grande variabilità di procedure, è innanzittutto cruciale distinguere tra la falloplastica ricostruttiva, che ha finalità mediche precise per correggere malformazioni congenite o traumi, e la falloplastica estetica, che mira esclusivamente al miglioramento dell'aspetto fisico.

La falloplastica ricostruttiva trova indicazione nei casi di micropene vero (pene in erezione inferiore a 7 centimetri), malformazioni congenite come ipospadia ed epispadia, traumi gravi che hanno compromesso l'anatomia peniena o asportazioni chirurgiche dovute a neoplasie maligne (ad esempio, il carcinoma del pene).

Esiste poi la falloplastica per riassegnazione di genere, utilizzata nel percorso di transizione da donna a uomo, che rappresenta la procedura più complessa e tecnicamente impegnativa.

La falloplastica estetica, invece, viene richiesta da uomini con peni di dimensioni normali che desiderano un aumento delle dimensioni per ragioni puramente estetiche o psicologiche.

È importante sottolineare che questa distinzione non è meramente accademica, ma ha implicazioni concrete sui risultati, sui rischi e sulla giustificazione medica dell'intervento.

Quando è davvero giustificata la falloplastica?

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falloplastica di ligamentolisi, subito dopo l'intervento

La falloplastica dovrebbe essere considerata esclusivamente quando esistono indicazioni mediche precise e documentate, mai come risposta a insicurezze psicologiche o pressioni sociali.

Le indicazioni mediche assolute includono la micropenia congenita, condizione estremamente rara che colpisce meno dello 0,6% della popolazione maschile e che viene diagnosticata quando il pene in erezione misura meno di 7 centimetri.

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pene in preparazione per la ligamentolisi

Malformazioni congenite come l'ipospadia, in cui il meato uretrale non si trova sulla punta del glande ma in posizione anomala, e l'epispadia, caratterizzata dall'apertura dell'uretra sulla superficie dorsale del pene, rappresentano altre indicazioni legittime.

Traumi severi che hanno compromesso irreversibilmente l'anatomia del pene, asportazioni chirurgiche conseguenti a tumori maligni e alcune condizioni di pene nascosto o sepolto costituiscono ulteriori indicazioni cliniche funzionali ed appropriate per l'intervento di falloplastica.

Molto spesso ci si trova di fronte a uomini che richiedono l'intervento pur avendo dimensioni peniene perfettamente normali, vittime di aspettative irrealistiche alimentate dalla pornografia e da una società malata di perfezionismo estetico.

È assolutamente fondamentale valutare prima della chirurgia tutti i pazienti che richiedano l'intervento; in caso di uomini affetti da ansia da pene piccolo (S.P.A) o disturbo da dismorfofobia peniena (P.D.D.) il primo approccio dovrebbe prevedere la psicoterapia associata o meno all'uso di estensori penieni o alla terapia farmacologica nei disturbi d'ansia.

La valutazione psicologica preoperatoria dovrebbe essere obbligatoria per tutti i candidati alla falloplastica, indipendentemente dalle dimensioni anatomiche reali; l'intervento dovrebbe essere offerto a soggetti giudicati psicologicamente normali (combinato al supporto psicologico) o, nel caso di dismorfofobia peniena o ansia da pene piccolo dopo quando la psicoterapia non ha raggiunto soddisfatto le aspettative del paziente.

Quali tecniche chirurgiche sono disponibili?

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La falloplastica di allungamento rappresenta la procedura più richiesta e si basa sulla sezione del legamento sospensore del pene, che normalmente fissa l'organo all'osso pubico.

Questa tecnica, nota come ligamentolisi, consente l'esteriorizzazione di una porzione del pene normalmente interna, ottenendo un aumento della lunghezza visibile da 1 a 3 centimetri in condizioni di flaccidità.

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L'intervento viene eseguito attraverso un'incisione a forma di V nella regione sovrapubica, seguita dalla sezione precisa del legamento sospensore e dall'eventuale inserimento di un distanziatore o dall'uso di una tecnica chirurgica volta ad evitare la re-adesione delle strutture.

È fondamentale comprendere che questo allungamento è apprezzabile principalmente a pene flaccido, mentre in erezione il guadagno è spesso minimo o nullo.

La falloplastica di ingrossamento mira invece all'aumento della circonferenza del pene attraverso diverse metodiche, dalla lipopenoscultura con grasso autologo all'infiltrazione con filler come l'acido ialuronico sino all'utilizzo di materiali protesici.

La lipopenoscultura prevede il prelievo di tessuto adiposo dal paziente, generalmente dalla regione addominale, che viene purificato e reiniettato sotto la fascia di Colles per aumentare il diametro del pene.

Questa tecnica può garantire un aumento circonferenziale del 20-30%, ma comporta il rischio di riassorbimento parziale del grasso impiantato nel tempo.

Alternative includono l'impianto di patch di materiali biocompatibili come pericardio bovino o sottomucosa intestinale di suino, ma queste procedure sono tecnicamente più complesse e gravate da maggiori rischi.

La falloplastica combinata infine associa le tecniche di allungamento e ingrossamento per ottenere un miglioramento complessivo delle dimensioni peniene, ma ha indicazioni cliniche ben precise, che non tutte le condizioni dei pazienti soddisfano.

Che risultati realistici si possono aspettare?

È fondamentale avere aspettative assolutamente realistiche riguardo ai risultati della falloplastica, poiché la delusione post-operatoria rappresenta una delle complicanze più frequenti.

L'allungamento ottenibile con la ligamentolisi varia da 1 a 3 centimetri in condizioni di flaccidità, ma dipende strettamente dalla lunghezza individuale del legamento sospensore, che non è prevedibile preoperatoriamente.

In erezione, l'aumento di lunghezza è generalmente molto limitato, spesso compreso tra 0,5 e 2 centimetri, e in alcuni casi può essere completamente assente.

L'aumento di circonferenza attraverso la lipopenoscultura può raggiungere il 20-30% delle dimensioni originarie, ma è soggetto a un riassorbimento variabile che può compromettere il risultato nel tempo.

È importante sottolineare che la falloplastica non migliora la funzione erettile e può, in alcuni casi, compromettere la capacità di penetrazione per variazioni eccessive della naturale angolazione dell'erezione.

La sensibilità del pene generalmente non viene compromessa, ma possono verificarsi alterazioni temporanee o permanenti della percezione tattile.

I risultati estetici dipendono dalla tecnica utilizzata, dall'esperienza del Chirurgo e dalle caratteristiche anatomiche individuali del paziente.

La soddisfazione complessiva dei pazienti varia ampiamente nella letteratura medica, con percentuali che oscillano dal 65% all'85% dei casi trattati, ma questi dati devono essere interpretati considerando che molti studi sono viziati da bias di selezione.

Infine, la cicatrice sovrapubica, pur essendo generalmente ben nascosta dalla ricrescita pilifera, può rimanere visibile in alcuni pazienti.

Quali sono i rischi e le complicanze?

La falloplastica non è scevra da rischi e complicanze che ogni paziente deve conoscere e accettare consapevolmente.

Le complicanze immediate, peraltro comuni a qualsiasi intervento chirurgico, includono ematomi, infezioni della ferita chirurgica, deiscenza della sutura e reazioni avverse all'anestesia (ormai rare, ma sempre possibili).

Complicanze specifiche della ligamentolisi comprendono la perdita dell'angolazione erettile, che può rendere difficoltosa la penetrazione, e la possibile retrazione cicatriziale che annulla l'allungamento ottenuto.

La formazione di aderenze tra il pene e l'osso pubico può richiedere interventi successivi di revisione chirurgica, e di questa possibilità il paziente deve sempre essere adeguatamente avvertito già in fase di valutazione dell'intervento.

Nella lipopenoscultura, il riassorbimento irregolare del grasso può determinare asimmetrie, noduli palpabili o aspetto deforme del pene, che non è prevedibile con certezza a priori e rappresenta forse la complicazione a lungo termine maggiormente oggetto di preoccupazione, sia per il Chirurgo che per il paziente.

Infezioni del tessuto adiposo impiantato, seppur rare, possono richiedere drenaggio chirurgico e compromettere definitivamente il risultato.

Complicanze tardive includono cicatrici ipertrofiche o cheloidi, alterazioni permanenti della sensibilità, insoddisfazione estetica e disagio psicologico.

È importante sottolineare che il tasso di revisioni chirurgiche nella falloplastica è significativo, con percentuali che possono raggiungere il 15-20% dei casi.

Le complicanze più gravi, seppur rare, includono necrosi tissutale, lesioni dell'uretra e disfunzione erettile permanente.

La percentuale di insuccesso complessivo, considerando risultati estetici inadeguati e complicanze maggiori, si attesta intorno al 10-15% anche nei centri più esperti: non è dunque di poco conto, e per questo l'eventuale intervento deve essere attentamente valutato dal Chirurgo, con un'analisi scrupolosa della condizione psico-fisica del paziente, nonché della sua reale motivazione ad accettare i rischi chirurgici dell'operazione.

Chi sono i candidati ideali per la falloplastica?

La selezione rigorosa dei candidati rappresenta l'elemento più critico per il successo della falloplastica e per la soddisfazione del paziente.

Il candidato ideale dovrebbe presentare una reale micropenia documentata, con dimensioni peniene in erezione inferiori a 7 centimetri, e un equilibrio psicologico stabile.

È assolutamente fondamentale che il paziente abbia aspettative completamente realistiche riguardo ai risultati ottenibili e comprenda pienamente tutti i rischi dell'intervento.

L'età non rappresenta una controindicazione assoluta, ma i pazienti molto giovani dovrebbero essere valutati con particolare attenzione per escludere una dismorfofobia transitoria.

Controindicazioni assolute includono aspettative irrealistiche, dismorfofobia peniena severa, disturbi psichiatrici non compensati e patologie che compromettono la guarigione chirurgica.

Controindicazioni relative comprendono obesità severa, diabete non controllato, tabagismo importante e precedenti chirurgici della regione pubica.

Il paziente deve essere informato che la falloplastica non risolve problemi di natura psicologica e che l'insoddisfazione post-operatoria è una complicanza reale e frequente.

È importante che il candidato comprenda che l'intervento è irreversibile e che eventuali complicanze possono richiedere interventi correttivi multipli.

La valutazione deve includere necessariamente un consulto psicologico per escludere disturbi dismorfici e verificare la stabilità emotiva del paziente.

Qual è il decorso post-operatorio?

Il decorso post-operatorio della falloplastica richiede un impegno significativo da parte del paziente e il rispetto scrupoloso delle indicazioni mediche.

Il ricovero ospedaliero è generalmente breve, limitato a 1-2 giorni per gli interventi di allungamento semplice e può estendersi a 3-5 giorni per procedure più complesse.

Il dolore post-operatorio è generalmente ben controllabile con analgesici comuni e tende a ridursi progressivamente nei primi giorni.

Il paziente deve mantenere un'igiene scrupolosa della ferita chirurgica e sottoporsi a medicazioni regolari secondo le indicazioni del chirurgo.

L'attività fisica deve essere limitata per le prime 2-3 settimane, evitando sforzi eccessivi e movimenti che possano compromettere la guarigione.

La ripresa dell'attività sessuale è generalmente consentita dopo 4-6 settimane, ma deve essere graduale e attenta per evitare traumi alla ferita in fase di guarigione.

Un elemento cruciale del post-operatorio nella falloplastica di allungamento è l'utilizzo di dispositivi estensori per prevenire la retrazione cicatriziale.

Questi dispositivi devono essere utilizzati da 2 a 6 ore al giorno per un periodo di 4-6 mesi per mantenere l'allungamento ottenuto.

Il follow-up medico deve essere regolare e prolungato, con controlli a 1, 3, 6 e 12 mesi dall'intervento per valutare l'evoluzione del risultato.

È importante che il paziente comprenda che il risultato finale sarà apprezzabile solo dopo 6-12 mesi, quando i processi di guarigione e rimodellamento tissutale saranno completati.

Quando la falloplastica è assolutamente sconsigliata?

Esistono situazioni in cui la falloplastica non solo è sconsigliata, ma può essere addirittura dannosa per il paziente, e ogni Chirurgo responsabile dovrebbe rifiutarsi di eseguirla prima che il medesimo abbia completato un adeguato percorso sotto il profilo psicologico.

La dismorfofobia peniena rappresenta la controindicazione relativa importante: pazienti con peni di dimensioni normali che hanno una percezione distorta della propria anatomia possono essere avviati alla Chirurgia solo dopo aver completato un adeguato percorso sotto il profilo psicologico in associazione all'uso dell'estensore penieno o al trattamento farmacologico dell'ansia.

Aspettative irrealistiche, come il desiderio di raggiungere dimensioni peniene sovradimensionate o la convinzione che l'intervento risolverà problemi di coppia o sessuali, sono considerate controindicazioni assolute.

Disturbi psichiatrici non stabilizzati, depressione maggiore non trattata, disturbi di personalità e dipendenze rappresentano controindicazioni che devono essere identificate durante la valutazione preoperatoria e gestite in modo appropriato.

Pazienti con storia di dismorfofobia corporea in altri distretti anatomici (B.D.D.) hanno un rischio elevato di insoddisfazione post-operatoria, e ciò deve essere sempre valutato dal Chirurgo già in fase di anamnesi.

Condizioni mediche che compromettono la guarigione, come diabete scompensato, immunodeficienze, coagulopatie e malattie del tessuto connettivo, rappresentano controindicazioni mediche.

Il tabagismo importante dovrebbe essere considerato una controindicazione relativa, poiché compromette significativamente la guarigione chirurgica.

È fondamentale che il chirurgo valuti non solo l'idoneità tecnica del paziente, ma anche la sua stabilità psicologica e la realisticità delle aspettative.

Non è infondato ricordare che, spesso, la falloplastica viene purtroppo eseguita su pazienti inadeguati, con risultati disastrosi dal punto di vista sia fisico che psicologico.

A quale specialista rivolgersi per la falloplastica?

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il dott. massimo capone è un chirurgo andrologo con oltre 30 anni d'esperienza in chirurgia plastica genitale

La falloplastica è una procedura di alta specializzazione che richiede competenze specifiche e non può essere affidata a Chirurghi generici o poco esperti.

Il Chirurgo Andrologo rappresenta lo specialista di riferimento per questo tipo di interventi, possedendo le competenze anatomiche e tecniche specifiche per la Chirurgia Genitale maschile.

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affidandoti ad un chirurgo andrologo con esperienza minimizzerai i rischi dell'intertervento di falloplastica

È fondamentale verificare che il chirurgo abbia una formazione specifica in Chirurgia Andrologica e un'esperienza documentata nella falloplastica.

La procedura dovrebbe essere eseguita esclusivamente in strutture ospedaliere adeguatamente attrezzate, con équipe anestesiologiche esperte e sale operatorie dedicate.

È importante diffidare di centri che propongono la falloplastica con tecniche "innovative" non validate dalla letteratura scientifica o che promettono risultati miracolosi.

Il Chirurgo dovrebbe essere in grado di mostrare una casistica adeguata, con documentazione fotografica dei risultati e statistiche oneste sui tassi di soddisfazione e complicanze.

È inoltre essenziale che lo specialista dedichi tempo sufficiente alla valutazione preoperatoria, inclusa la valutazione psicologica del paziente che, va ripetuto, è assolutamente fondamentale per procedere a qualsiasi ipotesi operatoria.

Un Chirurgo serio dovrebbe essere disposto a rifiutare l'intervento in pazienti non idonei, anche a costo di perdere una potenziale fonte di guadagno, in ottemperanza ai principi deontologici della Medicina e, non di meno, anche per una questione di buon senso pratico, unito alla cura della propria immagine e professionalità.

La trasparenza sui costi, sui rischi e sui risultati attesi dovrebbe essere totale, senza promesse irrealistiche o tecniche di marketing aggressive, che spesso si rivelano anzi controproducenti non solo per il paziente, ma anche per il Chirurgo stesso.

La possibilità di parlare con pazienti precedentemente operati dallo stesso chirurgo può fornire informazioni preziose sulla reale esperienza clinica, e può sovente essere una buona idea da proporre al potenziale candidato.

Il follow-up post-operatorio deve essere garantito per almeno un anno dall'intervento, segno di serietà professionale e responsabilità medica.

Fonti scientifiche
  1. Veale D, et al. Am I normal? A systematic review and construction of nomograms for flaccid and erect penis length and circumference in up to 15,521 men. BJU Int. 2015. PubMedRevisione sistematica sulle dimensioni normali del pene.
  2. Wylie KR, Eardley I. Penile size and the 'small penis syndrome'. BJU Int. 2007. PubMedRevisione su dimensioni del pene e ansia da pene piccolo.
  3. Penile girth enhancement procedures for aesthetic purposes. 2021. PubMedRevisione sulle procedure di aumento della circonferenza.

FAQ (domande frequenti)

+ Cos'è esattamente la falloplastica e quali tecniche esistono?
La falloplastica è una procedura di Chirurgia Andrologica finalizzata all'aumento delle dimensioni del pene, sia in lunghezza che in circonferenza.
Le tecniche principali includono la sezione del legamento sospensore per l'allungamento, il lipofilling con trasferimento di grasso autologo per l'aumento di circonferenza, e tecniche più complesse che coinvolgono lembi cutanei o innesti.
Ogni tecnica presenta vantaggi specifici e rischi correlati, e la scelta deve essere personalizzata in base alle caratteristiche anatomiche del paziente e agli obiettivi realistici da raggiungere.
+ Quando la falloplastica è davvero giustificata dal punto di vista medico?
La falloplastica è giustificata principalmente nei casi di micropene, una condizione clinica (rara) definita da dimensioni peniene inferiori a 7 cm in erezione, che rappresenta una vera patologia andrologica.
È indicata anche in situazioni di reale compromissione funzionale, nei casi di pene retratto post-traumatico o post-chirurgico, e nelle malformazioni congenite che compromettono l'attività sessuale.
È fondamentale che la motivazione sia medica e non puramente estetica ,basata su aspettative irrealistiche o dismorfofobia peniena.
+ Che risultati realistici posso aspettarmi dall'intervento di falloplastica?
I risultati della falloplastica devono essere valutati con grande realismo e evitando aspettative impossibili da realizzare: le tecniche di allungamento possono difatti fornire un incremento di 2-3 cm in media, raramente superiore.
Per l'aumento di circonferenza tramite lipofilling, l'incremento medio è di 1,5-2,5 cm, con la consapevolezza che parte del grasso trapiantato può essere riassorbito nel tempo.
Il risultato finale sarà apprezzabile solo dopo 6-12 mesi, quando i processi di guarigione e rimodellamento tissutale saranno completati.
È essenziale comprendere che la falloplastica non trasforma un pene normale in uno sovradimensionato, ma offre miglioramenti modesti e graduali.
+ Quali sono i principali rischi e complicanze della falloplastica?
Le complicanze della falloplastica possono essere significative e includono infezioni, ematomi, alterazioni della sensibilità peniena, cicatrici patologiche e deformità del pene.
Nei casi di lipofilling, si possono verificare riassorbimento irregolare del grasso, formazione di noduli palpabili, e asimmetrie difficili da correggere.
Le complicanze più gravi includono la disfunzione erettile iatrogena, l'instabilità del pene durante l'erezione per sezione eccessiva del legamento sospensore, e la perdita di sensibilità permanente del glande.
La gestione post-operatoria inadeguata può inoltre portare a retrazione cicatriziale che annulla completamente i risultati ottenuti.
+ Chi sono i candidati ideali per sottoporsi alla falloplastica?
Il candidato ideale è un uomo con micropene documentato o con una reale compromissione funzionale legata alle dimensioni peniene.
Il paziente deve avere aspettative realistiche sui risultati ottenibili, una stabilità psicologica documentata, e la disponibilità a sottoporsi a un periodo post-operatorio impegnativo.
È inoltre fondamentale che il paziente sia in buone condizioni di salute generale, non fumi o sia disposto a smettere prima dell'intervento, e abbia completato un'adeguata valutazione psicologica.
Il candidato deve infine comprendere che la falloplastica non risolverà problemi di coppia, sessuali o di autostima che hanno origini psicologiche profonde.
+ Come si svolge il decorso post-operatorio dopo la falloplastica?
Il decorso post-operatorio richiede un impegno significativo da parte del paziente e il rispetto scrupoloso delle indicazioni mediche.
Il ricovero ospedaliero è comunque breve, generalmente 1-2 giorni per gli interventi semplici, con dolore controllabile mediante analgesici comuni.
L'attività fisica deve essere limitata per le prime 2-3 settimane, mentre la ripresa dell'attività sessuale è consentita dopo 4-6 settimane in modo graduale, e sempre dopo l'avvallo del Medico.
Un elemento cruciale è l'utilizzo di dispositivi estensori per 2-6 ore al giorno per un periodo di 4-6 mesi, necessari per prevenire la retrazione cicatriziale e mantenere l'allungamento ottenuto.
I controlli di follow-up devono essere regolari a 1, 3, 6 e 12 mesi dall'intervento.
+ Quando la falloplastica è assolutamente sconsigliata o controindicata?
La falloplastica è controindicata nei pazienti con dismorfofobia peniena, ovvero coloro che hanno peni di dimensioni normali ma una percezione distorta della propria anatomia.
Rappresentano inoltre controindicazioni assolute le aspettative irrealistiche, come il desiderio di raggiungere dimensioni sovradimensionate o la convinzione che l'intervento risolverà problemi di coppia o sessuali.
Disturbi psichiatrici non stabilizzati, depressione maggiore non trattata, disturbi di personalità ed eventuali dipendenze devono essere identificati e gestiti prima di qualsiasi procedura chirurgica.
Condizioni mediche come diabete scompensato, immunodeficienze, coagulopatie e tabagismo importante rappresentano controindicazioni che compromettono la guarigione chirurgica.
+ A quale specialista devo rivolgermi per la falloplastica?
Il Chirurgo Andrologo rappresenta lo specialista di riferimento per la falloplastica, possedendo le competenze anatomiche e tecniche specifiche per la chirurgia genitale maschile.
È fondamentale verificare che il Chirurgo abbia una formazione specifica in Chirurgia Andrologica e un'esperienza documentata nella falloplastica, con casistica adeguata e statistiche oneste sui tassi di soddisfazione e complicanze.
La procedura deve essere eseguita esclusivamente in strutture ospedaliere adeguatamente attrezzate, con équipe anestesiologiche esperte e sale operatorie dedicate.
Un Chirurgo serio deve dedicare tempo alla valutazione preoperatoria, inclusa la valutazione psicologica, essere trasparente sui costi e rischi, e deve essere disposto a rifiutare l'intervento in pazienti non idonei.
+ Quanto dura l'effetto della falloplastica e sono necessari interventi successivi?
L'effetto della falloplastica può essere permanente per quanto riguarda l'allungamento ottenuto mediante sezione del legamento sospensore, a condizione che il paziente utilizzi correttamente i dispositivi estensori nel periodo post-operatorio.
Per le tecniche di aumento di circonferenza con lipofilling, parte del grasso trapiantato potrebbe essere riassorbito nel tempo, con una percentuale variabile tra il 30% e il 50%, richiedendo potenzialmente interventi di ritocco.
Il risultato finale della falloplastica si stabilizza dopo 6-12 mesi, e il mantenimento dipende fortemente dall'adesione del paziente alle indicazioni post-operatorie.
In alcuni casi possono essere necessari interventi correttivi per gestire complicanze come cicatrici patologiche, asimmetrie o retrazione cicatriziale.
+ La falloplastica influenza la funzionalità sessuale e la fertilità?
La falloplastica, quando eseguita correttamente, non compromette la fertilità del paziente, poiché le strutture coinvolte nella produzione e nel trasporto degli spermatozoi non vengono alterate.
Tuttavia, la funzionalità erettile può essere influenzata: complicanze come alterazioni della sensibilità, instabilità del pene durante l'erezione per sezione eccessiva del legamento sospensore, o danni vascolari possono causare disfunzione erettile iatrogena, di cui il paziente deve essere opportunamente avvertito.
Il periodo post-operatorio richiede l'astensione dall'attività sessuale per 4-6 settimane, e la ripresa deve essere graduale per evitare traumi alla ferita in fase di guarigione.
È fondamentale che il Chirurgo valuti attentamente le condizioni anatomiche e vascolari del paziente prima dell'intervento per minimizzare il rischio di complicanze funzionali.

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Chirurgo Andrologo cura della disfunzione erettile e dell'infertilità
Quindi ricorda che...
  • La falloplastica è un intervento di chirurgia andrologica finalizzato all'aumento delle dimensioni del pene, sia in lunghezza che in circonferenza;
  • L'intervento è giustificato principalmente nei casi di micropene, condizione clinica definita da dimensioni inferiori a 7 cm in erezione, o in situazioni di reale compromissione funzionale;
  • Le tecniche principali includono la sezione del legamento sospensore per l'allungamento e il lipofilling con grasso autologo per l'aumento di circonferenza;
  • I risultati realistici prevedono un incremento medio di 2-3 cm in lunghezza e di 1,5-2,5 cm in circonferenza, con il risultato finale visibile dopo 6-12 mesi;
  • Le complicanze possono includere infezioni, alterazioni della sensibilità, cicatrici patologiche e, nei casi più gravi, disfunzione erettile iatrogena;
  • Il candidato ideale presenta micropene documentato, aspettative realistiche, stabilità psicologica e buone condizioni di salute generale;
  • Il decorso post-operatorio richiede riposo per 2-3 settimane e l'astensione dall'attività sessuale per 4-6 settimane;
  • L'utilizzo di dispositivi estensori per 2-6 ore al giorno per 4-6 mesi è cruciale per prevenire la retrazione cicatriziale e mantenere i risultati;
  • La falloplastica è controindicata in caso di dismorfofobia peniena, aspettative irrealistiche e disturbi psichiatrici non stabilizzati;
  • Il Chirurgo Andrologo rappresenta lo specialista di riferimento, con formazione specifica e casistica documentata nella chirurgia genitale maschile;
  • La procedura deve essere eseguita in strutture ospedaliere adeguatamente attrezzate con équipe anestesiologiche esperte;
  • L'effetto dell'allungamento può essere permanente, mentre per il lipofilling il 30-50% del grasso trapiantato potrebbe essere riassorbito nel tempo;
  • La falloplastica non compromette la fertilità, ma può influenzare la funzionalità erettile se non eseguita correttamente;
  • Un Chirurgo serio dedica tempo alla valutazione preoperatoria completa, inclusa la valutazione psicologica, ed è trasparente su costi e rischi;
  • L'intervento non risolve problemi di coppia o sessuali che hanno origini psicologiche profonde, e questo deve essere chiarito prima di procedere

Avviso deontologico medico
Nota deontologica

L'Andrologia, in Italia, non ha ancora una Scuola di Specializzazione riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione.

Non è quindi legalmente possibile riportare l'aggettivo 'specialista' al Medico Andrologo, poiché tale titolo accademico è riservato solo al Medico che, legalmente, ottiene un Diploma di Specializzazione.

Come branca della Medicina, l'Andrologia è estensione naturale dell'Urologia, cioè la specialistica che studia e cura tutte le patologie del tratto uro-genitale umano, con una mirata predilezione per le affezioni squisitamente maschili.

Questo vuol dire che la formazione del Medico che intende definirsi 'Andrologo' è effettuata prevalentemente sul campo, attraverso l'esperienza diretta e i casi clinici affrontati e risolti, nonché del continuo studio ed aggiornamento professionale sulle patologie prettamente maschili.

Il Dott. Massimo Capone, iscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Trieste, tiene dunque a precisare che egli è un Medico Chirurgo Specialista in Urologia, e perfezionato poi Andrologo durante il suo trentennale esercizio della professione medica.

Chirurgo Andrologo a Milano

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dal Dott. Massimo Capone il giorno:

lunedì 21 settembre, 2026

Il Dott. Massimo Capone è un Medico Chirurgo Andrologo, specializzato in Urologia e perfezionato in Chirurgia Andrologica.

Sin dal suo percorso accademico, il Dottore si è focalizzato sulle problematiche relative alla sessualità maschile, sulla chirurgia plastica e ricostruttiva dei genitali maschili, sulla chirurgia protesica del pene nonché sui disturbi della fertilità.

Competente, affidabile, cordiale, chiaro ed esauriente nel rispondere alle domande, il Dott. Massimo Capone ha introdotto, tra i primi in Italia, il protocollo rigenerativo dei tessuti dei corpi cavernosi del pene basato sulle onde d'urto a bassa intensità.

Nel suo studio di Milano,  il Dottore può aiutarti a curare i tuoi problemi di disfunzione erettile, di eiaculazione precoce, di calo della libido,  di infertilità maschile nonché aiutarti nella complessa riabilitazione post-prostatectomia radicale. 

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Chirurgo Andrologo Urologo a Trieste, Udine, Treviso, Padova e Pavia
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