Chirurgia Andrologica e Sessuologia

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L'incurvamento innaturale del pene rappresenta una delle problematiche andrologiche più invalidanti dal punto di vista sia funzionale che psicologico, interessando un numero significativo di uomini in tutto il mondo.

Questa condizione può manifestarsi in due forme distinte: come malformazione congenita presente dalla nascita (recurvatum penieno) o come conseguenza di traumi che determinano la formazione di placche fibrotiche nei corpi cavernosi (malattia di La Peyronie).

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L'incurvamento del pene non si limita a rappresentare un problema meramente fisico, ma spesso genera un profondo disagio psicologico che può evolversi in dismorfofobia peniena, con conseguenze devastanti sulla qualità della vita e sulle relazioni interpersonali.

La moderna Chirurgia Andrologica offre oggi soluzioni efficaci per correggere questa problematica, restituendo al paziente sia la funzionalità sessuale che il benessere psicologico attraverso tecniche chirurgiche avanzate e personalizzate.

Leggi questa pagina per scoprire perché il pene può curvare innaturalmente, e quello che si può fare per riportarlo ad una giusta anatomia.

Come funziona il meccanismo erettile del pene umano?

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Il pene rappresenta l'organo riproduttivo maschile caratterizzato da una duplice funzionalità: la minzione e la riproduzione attraverso l'atto sessuale.

A differenza di molte altre specie di mammiferi, l'uomo non possiede un osso penieno (baculum) che garantisca la rigidità necessaria per la penetrazione.

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L'erezione umana si basa invece su un sofisticato sistema idraulico che coinvolge due strutture cilindriche parallele chiamate corpi cavernosi.

Questi corpi cavernosi, costituiti da tessuto spugnoso altamente elastico, si estendono dalla base del pene fino al glande e rappresentano il cuore del meccanismo erettile.

Durante l'eccitazione sessuale, una complessa cascata di eventi neuro-vascolari determina l'afflusso di sangue arterioso nei corpi cavernosi, causandone l'espansione e l'indurimento.

La perfetta simmetria e il parallelismo dei corpi cavernosi garantiscono che il pene, una volta eretto, mantenga una conformazione fisiologicamente diritta, lievemente inclinata verso l'alto.

Questa conformazione anatomica è il risultato di un lungo processo evolutivo che ha ottimizzato la struttura peniena per la compatibilità con l'anatomia del canale vaginale femminile.

Il meccanismo erettile è regolato da impulsi nervosi provenienti dal sistema nervoso centrale e richiede la presenza di ormoni specifici, principalmente il testosterone, per funzionare correttamente.

Cosa determina l'incurvamento innaturale del pene?

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L'incurvamento patologico del pene deriva fondamentalmente da un'alterazione della simmetria e del parallelismo dei corpi cavernosi, che perdono la loro conformazione anatomica normale.

Questa asimmetria può manifestarsi in diverse direzioni: laterale (verso destra o sinistra), dorsale (verso l'addome) o ventrale (verso il perineo), creando una curvatura innaturale durante l'erezione.

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L'origine dell'incurvamento penieno può essere ricondotta a due categorie principali: le malformazioni congenite e le alterazioni acquisite.

Le malformazioni congenite, note scientificamente come recurvatum penieno, sono presenti fin dalla nascita e rappresentano un'anomalia dello sviluppo embrionale dei corpi cavernosi.

In questi casi, uno dei due corpi cavernosi presenta dimensioni o conformazione differenti rispetto al controlaterale, determinando un'asimmetria che si manifesta durante l'erezione.

Le alterazioni acquisite sono invece conseguenti a traumi che hanno interessato i corpi cavernosi, determinando la formazione di tessuto cicatriziale fibrotico.

Questo processo patologico è noto come malattia di La Peyronie, dal nome del Chirurgo francese François Gigot de La Peyronie che per primo la descrisse scientificamente nel XVIII secolo.

I traumi responsabili della malattia di La Peyronie possono essere di natura acuta (trauma singolo e intenso) o cronica (microtraumi ripetuti nel tempo, spesso durante i rapporti sessuali).

Spesso l'origine esatta del trauma rimane incerta durante l'anamnesi, rendendo complessa sia la prevenzione che la comprensione completa dei meccanismi eziopatogenetici.

Quali problemi comporta l'incurvamento del pene?

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L'incurvamento innaturale del pene genera problematiche che si estendono ben oltre l'aspetto puramente anatomico, coinvolgendo la sfera funzionale, sessuale e psicologica del paziente.

Dal punto di vista funzionale, il principale problema è rappresentato dalla difficoltà o impossibilità di penetrazione durante il rapporto sessuale.

L'evoluzione umana ha determinato una compatibilità anatomica ottimale tra il pene maschile e il canale vaginale femminile, entrambi caratterizzati da una conformazione sostanzialmente diritta con lieve inclinazione verso l'alto.

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Il canale vaginale presenta una lunghezza media di 13-15 centimetri e una conformazione che ben si adatta alla morfologia del pene normale, come detto dritta e lievemente inclinata verso la dorsale.

Un incurvamento significativo compromette questa compatibilità anatomica, rendendo difficile o impossibile l'inserimento e la progressione del pene durante la penetrazione.

Dal punto di vista clinico, si considera che incurvamenti superiori ai 45 gradi siano generalmente incompatibili con una penetrazione soddisfacente, richiedendo quasi sempre intervento correttivo.

Nei casi di malattia di La Peyronie, alle difficoltà penetrative si aggiungono spesso dolore durante l'erezione e possibili compromissioni della qualità erettile stessa.

Le placche fibrotiche non solo deformano il pene ma possono anche interferire con il normale meccanismo vascolare dell'erezione, causando disfunzione erettile.

Le conseguenze psicologiche dell'incurvamento penieno sono spesso sottovalutate ma rappresentano un aspetto fondamentale della patologia.

I pazienti affetti da questa condizione sviluppano frequentemente una profonda insicurezza riguardo alla propria normalità anatomica, che può evolvere in una vera e propria dismorfofobia peniena.

Questa condizione psicologica si caratterizza per un'ossessiva preoccupazione riguardo alle dimensioni e alla forma del pene, con conseguenti ripercussioni sull'autostima e sulle relazioni interpersonali.

Il paziente può sviluppare comportamenti di evitamento sociale e sessuale, isolandosi dalle relazioni intime per paura del giudizio del partner.

Questa spirale negativa può portare a depressione, ansia e significativo deterioramento della qualità della vita complessiva.

Come si valuta la gravità dell'incurvamento?

La valutazione clinica dell'incurvamento penieno si basa principalmente sulla misurazione dell'angolo di curvatura espresso in gradi rispetto all'asse normale del pene.

Questa misurazione viene effettuata durante l'erezione, naturale o farmacologicamente indotta, per valutare l'entità effettiva della deviazione.

Dal punto di vista clinico, si distinguono diversi gradi di severità in base all'angolo di curvatura misurato.

Incurvamenti inferiori ai 30 gradi sono generalmente considerati lievi e spesso compatibili con una penetrazione soddisfacente, non richiedendo necessariamente intervento chirurgico né altro tipo di terapia.

Curvature comprese tra 30 e 45 gradi rappresentano una condizione intermedia che richiede valutazione caso per caso, considerando l'età del paziente, le aspettative sessuali e l'impatto psicologico.

Incurvamenti superiori ai 45 gradi sono universalmente considerati severi e generalmente incompatibili con una penetrazione normale, richiedendo quasi sempre correzione chirurgica.

È importante sottolineare che la valutazione non deve limitarsi alla sola misurazione angolare, ma deve considerare anche altri fattori quali la lunghezza del pene, la presenza di dolore, l'eventuale compromissione erettile e soprattutto l'impatto psicologico sul paziente.

In alcuni casi, anche incurvamenti di grado moderato possono richiedere intervento chirurgico se determinano significativo disagio psicologico o difficoltà nelle relazioni interpersonali, mentre in altri casi incuramenti anche gravi non sono percepiti limitanti dal paziente o dalla sua partner, quindi la valutazione psicologica dovrebbe sempre essere inclusa nella valutazione clinica, caso per caso.

Quando è necessario intervenire chirurgicamente?

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La decisione di procedere con la correzione chirurgica dell'incurvamento penieno deve essere sempre individualizzata, considerando molteplici fattori clinici e personali del paziente.

L'indicazione principale alla chirurgia è rappresentata dall'impossibilità di penetrazione dovuta alla severità della curvatura, che tipicamente avviene quando l'angolo supera i 45 gradi.

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Nei casi di malattia di La Peyronie, l'intervento può essere necessario anche per correggere la disfunzione erettile causata dalle placche fibrotiche, indipendentemente dal grado di curvatura.

Un altro fattore determinante è rappresentato dall'impatto psicologico della condizione sul paziente.

La dismorfofobia peniena, quando assume caratteristiche di severità tali da compromettere la qualità della vita e le relazioni sociali, può costituire indicazione alla chirurgia anche in presenza di incurvamenti di grado non severo.

È inoltre fondamentale che il paziente abbia aspettative realistiche riguardo ai risultati dell'intervento e sia consapevole dei possibili rischi e complicanze.

L'età del paziente, lo stato di salute generale, l'attività sessuale e, va ricordato, le aspettative personali devono essere attentamente valutate nel processo decisionale.

In alcuni casi selezionati, particolarmente nei pazienti anziani con bassa attività sessuale, può essere appropriato optare per un approccio conservativo di osservazione.

La decisione finale deve sempre essere presa in collaborazione tra paziente e Chirurgo Andrologo, dopo accurata valutazione di tutti gli aspetti clinici e personali coinvolti.

Come si diagnostica l'incurvamento del pene?

La diagnosi dell'incurvamento penieno, pur essendo spesso evidente all'osservazione clinica, richiede una valutazione andrologica specialistica completa e approfondita.

Il primo step diagnostico consiste in un'anamnesi dettagliata che deve indagare l'origine della problematica, distinguendo tra forme congenite e acquisite.

Nel caso di incurvamento congenito, è importante stabilire se la condizione è presente dalla nascita o se si è manifestata durante lo sviluppo puberale.

Per le forme acquisite, è essenziale ricercare nella storia clinica eventuali traumi, anche di modesta entità, che possano aver interessato il pene.

L'esame obiettivo deve valutare il pene sia in condizioni di flaccidità che di erezione, quest'ultima ottenibile attraverso l'iniezione intracavernosa di farmaci vasoattivi.

Durante l'erezione farmacologicamente indotta, il Medico Andrologo procede alla misurazione precisa dell'angolo di curvatura e alla valutazione della qualità erettile.

L'esame ecografico dei corpi cavernosi rappresenta un elemento diagnostico fondamentale, particolarmente utile per identificare la presenza di placche fibrotiche caratteristiche della malattia di La Peyronie.

L'ecografia permette di valutare l'estensione, la localizzazione e il grado di calcificazione delle placche, informazioni cruciali per la pianificazione chirurgica.

In casi selezionati, possono essere necessari ulteriori approfondimenti diagnostici come la risonanza magnetica o esami ematochimici specifici.

La valutazione deve includere anche un'attenta analisi dello stato psicologico del paziente, valutando l'eventuale presenza di dismorfofobia peniena o disturbi dell'umore correlati.

Quali sono le opzioni chirurgiche disponibili per far tornare il pene a dimensione normale?

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La correzione chirurgica dell'incurvamento penieno, denominata corporoplastica, rappresenta l'unico trattamento definitivo per questa condizione patologica, riservato ai casi in cui l'incurvamento crea evidenti difficoltà durante i rapporti sessuali oppure crei comunque un elevato disagio psicologico.

L'intervento di riferimento è la tecnica di Nesbit, ideata dal chirurgo americano Reed M. Nesbit nel 1965 e ancora oggi considerata il gold standard per la correzione dell'incurvamento del pene.

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Il principio di base della corporoplastica consiste nel pareggiare la lunghezza del lato convesso (più lungo) con quello concavo (più corto) del pene incurvato.

Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso diverse modalità tecniche, tutte finalizzate al ripristino della simmetria dei corpi cavernosi.

La tecnica di Nesbit originale prevede l'asportazione di piccole porzioni di tonaca albuginea (la membrana che riveste i corpi cavernosi) dal lato convesso, seguita da sutura dei margini.

Varianti tecniche includono la corporoplastica secondo Yachia, che utilizza incisioni longitudinali multiple con suture trasversali, e la tecnica di Lue, basata su plicature multiple senza asportazione di tessuto.

Tutte queste tecniche hanno in comune il risultato di un inevitabile accorciamento del pene, proporzionale al grado di curvatura da correggere.

Per minimizzare l'accorciamento, sono state sviluppate tecniche di allungamento (tecniche di grafting) del lato concavo attraverso innesti di tessuto (grafting).

Questi innesti possono utilizzare materiali autologhi (prelevati dal paziente stesso) o eterologhi (materiali biocompatibili di origine animale o sintetica).

Le tecniche di grafting sono tecnicamente più complesse e non sempre applicabili, richiedendo un'accurata selezione dei casi.

Nei pazienti con incurvamento associato a disfunzione erettile severa, può essere indicato l'impianto di protesi peniena, che corregge simultaneamente entrambe le problematiche.

La scelta della tecnica chirurgica più appropriata dipende dal grado di curvatura, dalla lunghezza del pene, dalla presenza di disfunzione erettile e dalle caratteristiche specifiche del paziente.

Chi è lo specialista di riferimento per questa patologia andrologica?

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Il Chirurgo Andrologo rappresenta la figura medica specializzata nella diagnosi e nel trattamento chirurgico dell'incurvamento penieno, sia congenito che acquisito.

L'Andrologia costituisce la branca super-specialistica dell'Urologia dedicata esclusivamente alle patologie dell'apparato genitale maschile, con particolare competenza nelle disfunzioni sessuali e riproduttive.

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La Chirurgia Andrologica richiede competenze specifiche e una lunga curva di apprendimento, essendo caratterizzata da elevati livelli di complessità tecnica e responsabilità clinica.

La correzione dell'incurvamento penieno comporta infatti il rischio di complicanze severe, inclusi il danneggiamento irreversibile dei corpi cavernosi e la lesione delle terminazioni nervose che controllano l'erezione.

Per questo motivo, è fondamentale affidarsi a un Chirurgo Andrologo con comprovata esperienza specifica in questo tipo di interventi.

Il Chirurgo deve possedere non solo le competenze tecniche necessarie, ma anche la capacità di valutare accuratamente ogni caso clinico per scegliere la strategia chirurgica più appropriata.

L'équipe chirurgica deve essere composta da personale sanitario specializzato e deve operare in strutture adeguatamente attrezzate per questo tipo di Chirurgia.

È inoltre eessenziale che il Chirurgo sia in grado di gestire non solo gli aspetti tecnici dell'intervento, ma anche quelli psicologici, guidando il paziente attraverso tutto il percorso terapeutico.

La scelta dello specialista rappresenta quindi un elemento cruciale per il successo del trattamento e per la soddisfazione finale del paziente.

Un Chirurgo Andrologo esperto sarà in grado di fornire una consulenza completa, illustrando realisticamente benefici, rischi e aspettative dell'intervento chirurgico.

Fonti scientifiche
  1. Nehra A, et al. Peyronie's Disease: AUA Guideline. J Urol. 2015. PubMedLinee guida americane sulla malattia di La Peyronie.
  2. European Association of Urology Guidelines on Male Sexual and Reproductive Health: 2025 Update on Male Hypogonadism, Erectile Dysfunction, Premature Ejaculation, and Peyronie's Disease. Eur Urol. 2025. Testo completoAggiornamento 2025 delle linee guida europee di andrologia.
  3. Salonia A, et al. European Association of Urology Guidelines on Sexual and Reproductive Health—2021 Update: Male Sexual Dysfunction. Eur Urol. 2021. AbstractLinee guida europee su disfunzione erettile, curvatura del pene, Peyronie e protesi peniene.
  4. Burnett AL, et al. Erectile Dysfunction: AUA Guideline. J Urol. 2018. Testo completoLinee guida americane sulla disfunzione erettile, incluse le protesi peniene.

FAQ (domande frequenti)

+ Cos'è l'incurvamento del pene e come si manifesta?
L'incurvamento innaturale del pene rappresenta una delle problematiche andrologiche più invalidanti dal punto di vista sia funzionale che psicologico per un uomo.
Questa condizione può manifestarsi in due forme distinte: come malformazione congenita presente dalla nascita, nota scientificamente come recurvatum penieno, o come conseguenza di traumi che determinano la formazione di placche fibrotiche nei corpi cavernosi, condizione nota come malattia di La Peyronie o induratio penis plastica.
La curvatura può manifestarsi in diverse direzioni: laterale verso destra o sinistra, dorsale verso l'addome o ventrale verso il perineo, creando una deformazione innaturale durante l'erezione.
+ Quali sono le cause dell'incurvamento penieno?
L'incurvamento patologico del pene deriva fondamentalmente da un'alterazione della simmetria e del parallelismo dei corpi cavernosi, che perdono la loro conformazione anatomica normale.
L'origine può essere ricondotta a due categorie principali: le malformazioni congenite presenti fin dalla nascita, che rappresentano un'anomalia dello sviluppo embrionale dei corpi cavernosi, e le alterazioni acquisite conseguenti a traumi che hanno interessato i corpi cavernosi.
I traumi responsabili della malattia di La Peyronie possono essere di natura acuta, come un trauma singolo e intenso, o cronica, derivanti da microtraumi ripetuti nel tempo, spesso durante i rapporti sessuali.
+ Quali problemi causa l'incurvamento del pene durante i rapporti sessuali?
Dal punto di vista funzionale, il principale problema è rappresentato dalla difficoltà o impossibilità di penetrazione durante il rapporto sessuale.
L'evoluzione umana ha determinato una compatibilità anatomica ottimale tra il pene maschile e il canale vaginale femminile, entrambi caratterizzati da una conformazione sostanzialmente diritta con lieve inclinazione verso l'alto.
Un incurvamento significativo compromette questa compatibilità anatomica, rendendo difficile o impossibile l'inserimento e la progressione del pene durante la penetrazione, specialmente quando l'angolo di curvatura supera i 45 gradi.
+ La malattia di La Peyronie causa anche disfunzione erettile?
Nei casi di malattia di La Peyronie, alle difficoltà penetrative si aggiungono spesso dolore durante l'erezione e possibili compromissioni della qualità erettile stessa.
Le placche fibrotiche caratteristiche di questa condizione non solo deformano il pene ma possono anche interferire con il normale meccanismo vascolare dell'erezione, causando disfunzione erettile.
Questa compromissione può manifestarsi attraverso una riduzione della rigidità erettile o una difficoltà nel mantenere l'erezione per tutta la durata del rapporto sessuale.
+ L'incurvamento del pene può causare problemi psicologici?
Le conseguenze psicologiche dell'incurvamento penieno sono spesso sottovalutate ma rappresentano un aspetto fondamentale della patologia.
I pazienti affetti da questa condizione sviluppano frequentemente una profonda insicurezza riguardo alla propria normalità anatomica, che può evolvere in una vera e propria dismorfofobia peniena, caratterizzata da un'ossessiva preoccupazione riguardo alle dimensioni e alla forma del pene.
Il paziente può sviluppare comportamenti di evitamento sociale e sessuale, isolandosi dalle relazioni intime per paura del giudizio del partner, e questa spirale negativa può portare a depressione, ansia e significativo deterioramento della qualità della vita complessiva.
+ Come si valuta la gravità dell'incurvamento penieno?
La valutazione clinica dell'incurvamento penieno si basa principalmente sulla misurazione dell'angolo di curvatura espresso in gradi rispetto all'asse normale del pene, effettuata durante l'erezione naturale o farmacologicamente indotta.
Incurvamenti inferiori ai 30 gradi sono generalmente considerati lievi e spesso compatibili con una penetrazione soddisfacente, mentre curvature comprese tra 30 e 45 gradi rappresentano una condizione intermedia che richiede valutazione caso per caso.
Incurvamenti superiori ai 45 gradi sono universalmente considerati severi e generalmente incompatibili con una penetrazione normale, richiedendo quasi sempre correzione chirurgica.
+ Quando è necessario intervenire chirurgicamente per correggere l'incurvamento?
La decisione di procedere con la correzione chirurgica dell'incurvamento penieno deve essere sempre individualizzata, considerando molteplici fattori clinici e personali del paziente.
L'indicazione principale alla chirurgia è rappresentata dall'impossibilità di penetrazione dovuta alla severità della curvatura, che tipicamente avviene quando l'angolo supera i 45 gradi.
Un altro fattore determinante è rappresentato dall'impatto psicologico della condizione: la dismorfofobia peniena, quando assume caratteristiche di severità tali da compromettere la qualità della vita e le relazioni sociali, può costituire indicazione alla Chirurgia anche in presenza di incurvamenti di grado non severo.
+ Come viene diagnosticato l'incurvamento del pene?
La diagnosi dell'incurvamento penieno richiede una valutazione andrologica specialistica completa, che inizia con un'anamnesi dettagliata per distinguere tra forme congenite e acquisite e ricercare eventuali traumi.
L'esame obiettivo deve valutare il pene sia in condizioni di flaccidità che di erezione, quest'ultima ottenibile attraverso l'iniezione intracavernosa di farmaci vasoattivi, permettendo la misurazione precisa dell'angolo di curvatura.
L'esame ecografico dei corpi cavernosi rappresenta un elemento diagnostico fondamentale, particolarmente utile per identificare la presenza di placche fibrotiche, valutandone l'estensione, la localizzazione e il grado di calcificazione.
+ Quali sono le tecniche chirurgiche disponibili per correggere l'incurvamento?
La correzione chirurgica dell'incurvamento penieno, denominata corporoplastica, rappresenta l'unico trattamento definitivo ed efficace per questa condizione patologica.
L'intervento di riferimento è la tecnica di Nesbit, ideata nel 1965 e ancora oggi considerata il gold standard, che prevede il pareggiamento della lunghezza del lato convesso con quello concavo attraverso l'asportazione di piccole porzioni di tonaca albuginea seguita da sutura dei margini.
Esistono varianti tecniche come la corporoplastica secondo Yachia con incisioni longitudinali multiple, la tecnica di Lue basata su plicature senza asportazione di tessuto, e le tecniche di grafting che utilizzano innesti di tessuto per minimizzare l'accorciamento del pene.
+ A quale specialista rivolgersi per l'incurvamento del pene?
Il Chirurgo Andrologo rappresenta la figura medica specializzata nella diagnosi e nel trattamento chirurgico dell'incurvamento penieno, sia congenito che acquisito.
L'Andrologia costituisce la branca super-specialistica dell'Urologia dedicata esclusivamente alle patologie dell'apparato genitale maschile, con particolare competenza nelle disfunzioni sessuali e riproduttive.
La correzione dell'incurvamento penieno comporta il rischio di complicanze severe, inclusi il danneggiamento irreversibile dei corpi cavernosi e la lesione delle terminazioni nervose, per questo è fondamentale affidarsi a un Chirurgo Andrologo con comprovata esperienza specifica in grado di valutare accuratamente ogni caso clinico e scegliere la strategia chirurgica più appropriata.

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  • Varianti tecniche includono la corporoplastica secondo Yachia (incisioni multiple), tecnica di Lue (plicature senza asportazione) e grafting con innesti;
  • Il Chirurgo Andrologo è lo specialista nella diagnosi e trattamento, branca super-specialistica dell'Urologia dedicata alle patologie genitali maschili;
  • È fondamentale affidarsi a un Chirurgo andrologo con comprovata esperienza specifica in fatto di incurvamento del pene e di corporoplastica correttiva

Avviso deontologico medico
Nota deontologica

L'Andrologia, in Italia, non ha ancora una Scuola di Specializzazione riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione.

Non è quindi legalmente possibile riportare l'aggettivo 'specialista' al Medico Andrologo, poiché tale titolo accademico è riservato solo al Medico che, legalmente, ottiene un Diploma di Specializzazione.

Come branca della Medicina, l'Andrologia è estensione naturale dell'Urologia, cioè la specialistica che studia e cura tutte le patologie del tratto uro-genitale umano, con una mirata predilezione per le affezioni squisitamente maschili.

Questo vuol dire che la formazione del Medico che intende definirsi 'Andrologo' è effettuata prevalentemente sul campo, attraverso l'esperienza diretta e i casi clinici affrontati e risolti, nonché del continuo studio ed aggiornamento professionale sulle patologie prettamente maschili.

Il Dott. Massimo Capone, iscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Trieste, tiene dunque a precisare che egli è un Medico Chirurgo Specialista in Urologia, e perfezionato poi Andrologo durante il suo trentennale esercizio della professione medica.

Chirurgo Andrologo a Milano

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dal Dott. Massimo Capone il giorno:

lunedì 21 settembre, 2026

Il Dott. Massimo Capone è un Medico Chirurgo Andrologo, specializzato in Urologia e perfezionato in Chirurgia Andrologica.

Sin dal suo percorso accademico, il Dottore si è focalizzato sulle problematiche relative alla sessualità maschile, sulla chirurgia plastica e ricostruttiva dei genitali maschili, sulla chirurgia protesica del pene nonché sui disturbi della fertilità.

Competente, affidabile, cordiale, chiaro ed esauriente nel rispondere alle domande, il Dott. Massimo Capone ha introdotto, tra i primi in Italia, il protocollo rigenerativo dei tessuti dei corpi cavernosi del pene basato sulle onde d'urto a bassa intensità.

Nel suo studio di Milano,  il Dottore può aiutarti a curare i tuoi problemi di disfunzione erettile, di eiaculazione precoce, di calo della libido,  di infertilità maschile nonché aiutarti nella complessa riabilitazione post-prostatectomia radicale. 

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"Competenza, empatia, puntualità. Di questi tempi non è facile trovare professionisti cosi, il dottor Capone fa sentire a proprio agio e affronta ogni tema con professionalità e empatia"
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